giovedì 6 marzo 2014

MALATTIE SESSUALMENTE TRASMISSIBILI


Le malattie contratte mediante rapporti sessuali, un tempo chiamate ''veneree'', vengono oggi più comunemente chiamate malattie sessualmente trasmissibili (MST).


In ambiente scientifico, si è ampiamente dibattuto se usare l'espressione ''malattie sessuali trasmissibili'' o ''malattie sessualmente trasmissibili''. La prima dizione, più restrittiva, limita infatti queste malattie a quelle classicamente conosciute come ''veneree'', quali sifilide, blenorragia, ulcera molle, granuloma inguinale. La seconda dizione, senza dubbio la più completa, oltre alle suddette, comprende tutte le malattie acquisite mediante contagio sessuale.
Dalla fine degli anni Sessanta a oggi le MST hanno subito in tutto il mondo un notevole aumento; tale fenomeno è imputabile a diversi fattori:
-al forte incremento, su scala mondiale, degli spostamenti di massa;
-alla diffusione degli stupefacenti a livello di massa e al sempre presente fenomeno dell'alcolismo;
-alla diffusione capillare dei metodi anticoncezionali che permette già in età adolescenziale d'iniziare l'attività sessuale con relativo abbassamento dell'età media dei malati;
-all'ignoranza intorno a queste malattie che resta totale (o pressoché totale) a tutti i livelli sociali.

Il costante incremento statistico delle nuove infezioni e la difficoltà di un valido controllo epidemiologico, fanno delle MST un problema socio-sanitario di notevole rilevanza.





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